Il Tradimento della Medicina

sabato 19 aprile 2008

Presentazione del libro a Cologno al Serio - Bergamo



Il tour per l'Italia di Alberto Mondini ha segnato un nuovo successo ieri sera nella tappa di Cologno al Serio (Bergamo) organizzata dal movimento civico Cologno in Azione.
Di fronte a una cinquantina di persone Mondini ha presentato il suo libro, Il Tradimento della Medicina, concentrando il discorso iniziale sui numeri della medicina ufficiale e sul perché, nonostante i cattivi risultati, si continui a proporre l'uso massiccio di farmaci chimici ai malati.
La risposta è una sola e inevitabile: soldi, i soldi che le case farmaceutiche ricavano dalle vendite e che i ricercatori ottengono dai governi.
Ecco quindi che la cura convenzionale non è mai, guarda caso, quella più efficace ma quella più costosa. Di contro i ricercatori che ottengono risultati con terapie economicamente non redditizie sono messi al bando dalla comunità scientifica.
Particolare attenzione, come sempre, è stata dedicata alla questione del cancro, una malattia di fatto ancora oggi inguaribile perché ogni terapia non si basa su risultati sperimentali certi ma su quella che viene definita “ipotesi di ricerca”. Vale a dire, non sapendo quale sia la reale causa del male, se ne ipotizza una e su questa si elabora una “cura” da somministrare ai malati per poi visionare i risultati e verificare quindi la validità dell'ipotesi iniziale.
Peccato che in oncologia ogni singola statistica sia falsata poiché, attraverso il ricorso a radioterapia e chemio, il paziente è considerato guarito non quando ha debellato il tumore al di là di ogni dubbio... ma quando sopravvive per almeno cinque anni alla diagnosi del male. In questo modo un malato di cancro può anche suo malgrado contribuire a gonfiare queste statistiche poiché spesso chi si ammala è vittima negli anni di più di un tumore. Sopravvivendo per cinque anni alla diagnosi di due tumori distinti il malato viene conteggiato come “guarito” per due volte. Poco importa se poi alla fine non sopravvive perché, come diceva il dottor Di Bella, “la fortuna degli oncologi è che i loro pazienti muoiono una volta sola”.
Per uscire da questa prigionia Mondini ha proposto tre strade: una nuova medicina, che ci consenta il più possibile di non ammalarci, evitando il ricorso a farmaci chimici e ricorrendo piuttosto a massicce dosi di quelle vitamine che l'uomo, a differenza degli altri animali, non può sintetizzare da sé; un movimento popolare, che permetta alla gente di prendere coscienza in massa della speculazione cui siamo sottoposti, di scendere in piazza e chiedere cambiamenti; un movimento culturale, che veda l'uomo non più in un'ottica materialista, ma come essere fatto anche di idealismo e spiritualità capace di trovare la forza per rompere la catena causa-effetto che oggi subisce passivamente e di liberarsi quindi dai mali della malattia e della vita.
Simone